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Cancelliamo la pena illegittima

Scarica il dossierLa Campagna

L’annullamento della Legge Fini Giovanardi (Corte costituzionale, sentenza n. 32/2014) ha comportato il ripristino della Legge Iervolino-Vassalli del 1990 (come modificata dal referendum del 1993). Rispetto all’alleggerimento delle pene, le conseguenze più importanti riguardano la reintroduzione della distinzione fra droghe pesanti e leggere (riportando le pene per traffico/spaccio di cannabis a un minimo di due anni e un massimo di sei anni contro le precedenti da sei a venti anni). A ciò si aggiungono gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 251 del 2012 che dichiarava l’incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi laddove (nel quarto comma dell’art. 69) vietava di attribuire prevalenza alla circostanza attenuante del fatto di “lieve entità” (comma 5 dell’art.73), prevista per i delitti in materia di detenzione o spaccio di stupefacenti, sulla recidiva reiterata, impedendo la riduzione della pena.
Le sezioni unite della Cassazione il 29 maggio si sono espresse in merito alla sorte delle persone che sono state giudicate con le norme dichiarate illegittime: la Cassazione ha ritenuto che la dichiarazione di illegittimità della norma sanzionatoria possa dar luogo a una rideterminazione della pena in esecuzione. Al fine di rivedere le condanne alla luce di tali modificazioni, si rende necessario l’intervento del giudice dell’esecuzione, sia per quanto riguarda l’ipotesi di equivalenza o prevalenza della circostanza attenuante di “lieve entità” (art. 73 comma 5 D.P.R. 309/1990) sulla recidiva contestata, sia per quanto concerne la rideterminazione della pena alla luce del più mite trattamento sanzionatorio per i reati concernenti le droghe leggere reintrodotto dalla Corte Costituzionale.
I detenuti che avrebbero diritto alla rideterminazione della pena sono migliaia: secondo i dati trasmessi dall’Amministrazione Penitenziaria i detenuti definitivi esclusivamente per art 73 del D.P.R. n. 309 del 1990 erano, al 26 maggio 2014 sono 8.500. Anche se è difficile calcolare quanti di questi sono condannati per il comma 5 dell’art.73 (ipotesi di “lieve entità”), sappiamo che rappresentano una percentuale significativa, come documentato nel Quinto Libro Bianco sulla Fini Giovanardi.

Dacci una mano!

Le associazioni e i singoli che intendono aderire alla campagna possono collaborare in primo luogo promuovendo conferenze stampa e incontri pubblici per presentare l’iniziativa nelle città. E’  auspicabile organizzare delle assemblee all’interno degli istituti per informare i detenuti e consegnare loro i moduli per le domande, in collaborazione coi Garanti dei detenuti e con consiglieri regionali e parlamentari che si siano resi disponibili.

Sono stati elaborati appositi modelli per i detenuti al fine del ricalcolo della pena che sono scaricabili sul sito internet de la Società della Ragione: www.societadellaragione.it/penaillegittima
Per adesioni, informazioni e assistenza scrivete a info(AT)societadellaragione.it

Prime azioni

INFORMAZIONE fra i detenuti sulle possibilità che si aprono, coinvolgendo le associazioni e i soggetti che hanno la possibilità di entrare negli istituti di pena.

ATTIVITÀ CONCRETA DI SUPPORTO
all’interno degli istituti alle richieste dei detenuti di rideterminazione delle pene.

Modulistica

Scarica i modelli per le istanze e leggi le istruzioni per la presentazione dal sito dell'Associazione "Altro Diritto". Leggi qui.

Dossier

Scarica il dossier de la Società della Ragione "Cancelliamo la pena illegittima" in formato pdf.

Scarica da qui.