Reato di clandestinità, ronde di cittadini e registro perla "schedatura" dei clochard. Inizia oggi al Senato l’esame del decreto sicurezza e l’opposizione annuncia battaglia contro buona parte delle novità inserite nel testo dalla maggioranza. Quasi cento gli emendamenti già presentati dal Pd (ma il termine è stato prorogato fino a questa mattina alle 10) e poi pregiudiziali di costituzionalità: a partire proprio dalle norme approvate in commissione Giustizia a Palazzo Madama che di fatto aprono la strada alla creazione di associazione di cittadini che possano collaborare con le amministrazioni locali in materia di sicurezza. Una norma contro cui l’opposizione si è schierata duramente e di cui, spiegava ieri l’ex magistrato e senatore del Pd Felice Casson, "contestiamo la legittimità costituzionale". Ma sarà battaglia anche sul registro, da istituirsi al ministero dell’Interno, per la schedatura dei "senza fissa dimora". "Bruciare viva una persona è una cosa gravissima - accusava ieri in aula il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro - e credo che tutti dovremmo riflettere sulle conseguenze che un dibattito così può scatenare in menti non equilibrate". Molte le novità anche in materia di immigrazione, con la Lega che è riuscita ad imporre praticamente su tutta la linea i propri diktat: si va dal permesso di soggiorno a punti all’introduzione del reato di clandestinità (prevista una multa da 5 a 10 mila euro) fino al test di lingua obbligatorio per chi richiede un permesso di soggiorno. Sembrerebbe invece fallito il blitz del Carroccio per l’introduzione dell’obbligo di una consultazione referendaria con gli abitanti delle zone in cui dovrebbero sorgere campi nomadi e moschee. Su pressione del governo, infatti, la Lega ha ritirato l’emendamento ma il prolungamento dei tempi potrebbe di nuovo cambiare le carte in tavola, visto che anche ieri gli esponenti del Carroccio ribadivano di voler proseguire su questa strada. Ma il decreto sicurezza contiene anche una norma che ha messo in agitazione le associazioni antiracket e che potrebbe dare agli usurai la possibilità di rientrare in possesso dei beni a loro sequestrati. Lo ha denunciato, chiedendone la modifica, "Sos Impresa" (l’associazione di Confesercenti) secondo cui l’abrogazione dell’articolo 14 della norma del pacchetto sicurezza sui soggetti destinatari di misure di prevenzione patrimoniale ha già dato vita ad una sentenza del tribunale di Palermo che ha reintegrato nel possesso dei beni un soggetto accusato di usura.