Anche Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, è favorevole alla riapertura del carcere di Pianosa.
Anche Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, è favorevole alla riapertura del carcere di Pianosa. Una misura che potrebbe, a suo dire, salvare l’isola da speculazioni. "Bisogna prevenire eventuali manovre speculative - ha detto Grasso durante l’undicesimo vertice della fondazione Caponnetto, attuato come ogni anno alla Sala Montalvo di Campi Bisenzio - e quindi mi pare opportuna la riapertura della diramazione per boss mafiosi, utilizzando il 41 bis, quindi potenziare il recupero di detenuti in semilibertà attraverso il lavoro, funzioni carcerarie che potranno coesistere col turismo contingentato.
Un modo per dare futuro e non abbandono a questo prezioso territorio". Probabilmente il magistrato si riferisce alle caratteristiche ambientali davvero uniche di Pianosa, un paradiso tutelato dal Parco, ma forte anche di beni archeologici storici come la villa Romana di Agrippa e le misteriose catacombe. Sono 10 anni che nessuno riesce a definire un assetto definitivo per Pianosa, isola penitenziario fino al 1998, che negli anni Trenta, sotto il fascismo, ebbe un recluso politico che poi sarebbe diventato presidente della Repubblica: Sandro Pertini.
Progetti, riunioni, dibattiti sul futuro dell’isola che intanto sta andando al degrado. E dopo Lumia onorevole del Pd, interventi di Legambiente e altri, ecco la presa di posizione di Grasso che nel suo discorso fiorentino ha inviato pure un forte messaggio. "Occorre una vera unità tra tutti, maggioranza e opposizione, per sconfiggere le mafie". Il magistrato, da anni legato all’Elba e a Pianosa, grazie al rapporto con la Fondazione che porta il nome del giudice fondatore del pool antimafia a Palermo.