L'articolo di Franco Corleone dal Manifesto del 10 settembre 2008.
Il carcere torna alla ribalta per i rischi che il sovraffollamento comporta, ma sempre con il prevalere della stantia logica dell’emergenza. Siamo passati in questa estate dalla minaccia di cancellare la legge Gozzini alla riproposizione del braccialetto per garantire attraverso forme di controllo tecnologico una improbabile uscita dalla galera.
L’indulto si è purtroppo rivelato come una occasione mancata per realizzare la riforma del carcere e anzi è stato utilizzato per realizzare una gigantesca operazione gobbelsiana di menzogna e mistificazione per rafforzare il governo della paura.
La situazione della Toscana non è diversa dalla realtà del resto d’Italia.
Ora comunque si presenta una nuova possibilità per imporre il cambiamento nella vita degli istituti penitenziari, per adeguarli agli standard previsti dal Regolamento del 2000, tuttora desolatamente inapplicato. Si tratta della riforma della sanità in carcere con il passaggio delle competenze al Servizio sanitario pubblico, cioè alle Regioni.
Con la Fondazione Michelucci abbiamo messo a punto una agenda di questioni aperte e intendiamo ora proporle non solo alla riflessione e discussione pubblica, ma soprattutto alle decisioni di un tavolo istituzionale che imponga all’Amministrazione penitenziaria una svolta profonda di civiltà nella nostra realtà.
In tempi di spinta ossessiva al federalismo è così fuori luogo proporre l’apertura di una vertenza perchè le carceri della Toscana e quelle di Firenze rappresentino un esperimento pilota di applicazione dei principi della Costituzione ?
Il realismo e la prudenza ci portano in un vicolo cieco, invece abbiamo bisogno del coraggio dell’utopia. Il 12 pomeriggio nel carcere fiorentino di Sollicciano si terrà nell’Anfiteatro del Giardino degli Incontri una lettura teatrale dell’attrice Chiara Stella Seravalle dedicata alla figura mitica di Lilith, metafora della donna e della libertà.
Questo luogo, suggestivo e simbolico, immaginato dall’architetto Michelucci per i colloqui dei detenuti con le famiglie, può divenire il ponte per superare il muro tra le due città nemiche. Forse la poesia ci regalerà l’ispirazione per dare un senso alla pena.