La poesia in carcere è rivoluzione

Fonte: L'Unità | di Franco Corleone | Data: 12/09/2008

L'intervento di Franco Corleone sullo spettacolo al Giardino degli Incontri di Sollicciano.

Il carcere, istituzione totale e discarica sociale, rappresenta bene il luogo della violenza, maschile in tutti i sensi. Su 55.000 detenuti in Italia, le donne sono meno di tremila. A Sollicciano, il carcere di Firenze di cui mi occupo intensamente in quanto Garante dei diritti dei detenuti con una presenza stabilizzata di 900 prigionieri, le donne non arrivano a 100. In questa cifra conto anche la decina di transessuali che una decisione intelligente ha sottratto all’isolamento discriminante; oggi  sono presenti anche due bambini.

Il carcere interessa troppo spesso come fotografia dell’emergenza e come bomba pronta a scoppiare. Nessun progetto di riforma è all’orizzonte e si è persa anche l’occasione, unica e irripetibile dell’indulto.
Così, per una sorta di maniacale coazione a ripetere, un mondo di operatori e di volontari si esercitano incessantemente nel tentativo di svuotare il mare con un secchiello.

E se cominciassimo dalla zona d’ombra, dal femminile, che appare meno oppresso dai numeri pesanti, per porre il quesito della utilità del carcere, o meglio, della sua inutilità e del suo superamento?
Arte-Mide, una associazione di ricerca culturale, concentrata sull’immagine femminile, propone a Firenze, nell’Anfiteatro del Giardino degli Incontri, all’interno del carcere di Sollicciano, un evento  sulla figura mitica di Lilith, metafora della donna e della libertà. Allo spettacolo di stasera assisterà un pubblico eccezionale, composto dalle donne detenute e da ospiti esterni. E’ la prima occasione dell’utilizzo del Giardino di Michelucci per una performance teatrale. La poesia e la musica possono darci il coraggio dell’utopia per far crollare il muro che separa i reclusi dai liberi.

Uno spettacolo che può rappresentare una occasione di liberazione. Una felice contraddizione.

                                                                                                                    Franco Corleone