Roma: al Med Film Festival vanno in scena i "corti dal carcere"

Fonte: Adnkronos | Data: 12/11/2008

Quello fra cinema e carcere è un incontro possibile: gli istituti di pena, infatti, non sono solo lo scenario di tante pellicole, ma possono diventare un laboratorio di ricerca, come spiega ad Ginella Vocca, presidente del MedFilm Festival, in corso a Roma. La Vocca sottolinea il valore "del contributo dei reclusi che da qualche anno contribuiscono alla nostra rassegna con una loro selezione e fanno parte di una giuria mista che premia il miglior cortometraggio". La sezione si chiama "Corti dalle carceri" ed è una vetrina di corto e medio-metraggi realizzati e prodotti direttamente negli Istituti di Pena dai detenuti.

Quest’esperienza, nata nel corso dell’edizione 2005, ha raccolto l’entusiastica adesione di numerosi Istituti e ha dimostrato l’esistenza di un linguaggio universale del cinema. La Vocca non nasconde il desiderio di "tenere corsi di scrittura cinematografica negli istituti di pena, che però devono fare i conti con lo scoglio dei permessi e delle risorse". La presidente del MedFilm sottolinea poi le peculiarità del confronto fra studenti e detenuti: "Quando si vedono le chiavi girare nelle serrature del carcere, cala sempre un grande silenzio fra gli studenti, ma poi bastano pochi minuti per superare l’imbarazzo e avviare il confronto con i reclusi".

La distanza - anche culturale - fra i due mondi, assicura, non si percepisce: "Da una parte abbiamo studenti molto motivati, dall’altra reclusi che mostrano una sorprendente capacità interpretativa del linguaggio cinematografico". Quest’anno la sezione Corti dal Carcere propone cinque pellicole: "Anima di Celluloide", realizzato da Pino Cacace della Casa Circondariale di Altamura, "Il viaggio per la pace" di Eleonora Santoro e Luca Cruciani (Bellizzi Irpino), "Sfogo di libertà" dei detenuti di Prato, "Evasioni!" di Rita Maffei (Udine) e "Storie Sottochiave" (Terni).