La prossima settimana presentiamo Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà (ADD Editore, 2025) di Valeria Verdolini, con un doppio incontro in Toscana: a Pistoia il 24 febbraio e in sede a Firenze San Salvi il 25.
Il libro attraversa una questione cruciale del nostro presente: come riconoscere la violenza quando non si presenta come “eccezione”, ma come normalità istituzionale? Verdolini propone una lettura che tiene insieme storia, teoria critica e immaginazione politica. Non per astrarre, ma per incidere: capire “da dove vengono” certe istituzioni e “che cosa fanno” oggi è il primo passo per aprire scenari alternativi.
Il volume ricostruisce genealogie del controllo e dell’esclusione, individuando un filo rosso che collega schiavitù e capitalismo, colonialismo e costruzione dei confini, emarginazione e cittadinanza. Dentro questa cornice, tre dispositivi emergono come nodi centrali: carcere, confine, polizia. Non solo luoghi o apparati, ma forme di governo della società, capaci di produrre categorie di “pericolosità”, di separare, di disciplinare, di trasformare il conflitto in questione d’ordine pubblico.
Da qui la domanda politica: è sufficiente riformare, aggiustare, umanizzare? O in alcuni casi la logica stessa dell’istituzione riproduce il problema che dice di risolvere? Abolire l’impossibile introduce l’orizzonte abolizionista come metodo: un modo di pensare e praticare la trasformazione che non si limita a criticare, ma lavora per costruire alternative, redistribuire risorse, spostare la risposta pubblica dalla punizione alla giustizia sociale.
Il testo dialoga anche con storie che mostrano come ciò che appare “irrealistico” possa diventare concreto — dall’abolizione della schiavitù alla chiusura dei manicomi — e arriva alle “abolizioni impossibili”, quelle strutture pervasive che reggono le gerarchie contemporanee (patriarcato, razzismo, lavoro, proprietà, guerra). Qui l’utopia smette di essere un altrove: diventa organizzazione della speranza in pratiche trasformative.
Pistoia
📅 24 febbraio 2026 | 🕡 ore 18.30
📍 Ubik – Libreria Cino, Via Cino da Pistoia 14
Con Giulia Melani
Firenze
📅 25 febbraio 2026 | 🕔 ore 18
📍 Sede de la Società della Ragione, Pad. 35 – Area San Salvi, Via di San Salvi 12
Con l’autrice dialoga Xenia Chiaramonte (Professoressa associata di Sociologia del diritto e della devianza, Università Ca’ Foscari Venezia)
Coordina Giulia Melani, Presidente de la Società della Ragione
🍷 A seguire aperitivo

