GLI SPAZI DEL DISSENSO
Leggi criminogene e restringimento della dialettica democratica:
quali strumenti e quali spazi per il dissenso?
Seminario nazionale – Paluzza (UD), 12-14 settembre 2025
La partecipazione è gratuita, iscriviti qui anche per ricevere il link per partecipare da remoto: https://forms.gle/sDTeqfpRu4cjTQS66
In un’epoca segnata da crisi istituzionali, insicurezze globali e mutamenti sociali accelerati, la democrazia rappresentativa appare sempre più fragile, svuotata delle sue dinamiche partecipative e incapace di includere le molteplici voci della società. In questo contesto, le manifestazioni del dissenso – che pure costituiscono il sale della vita democratica – vengono frequentemente marginalizzate, ridotte a minaccia per l’ordine pubblico o criminalizzate attraverso strumenti legislativi e amministrativi di dubbia legittimità.
Il seminario di Paluzza “Gli spazi del dissenso” si propone come momento di riflessione e confronto plurale attorno a questo nodo politico e giuridico, analizzando il modo in cui l’ordinamento italiano (ma non solo) ha via via ristretto gli spazi della dialettica democratica e ha reso più difficile l’esercizio effettivo dei diritti civili e politici. L’obiettivo è duplice: da un lato, mettere in luce le derive repressive in atto, anche attraverso l’analisi di specifiche leggi criminogene; dall’altro, individuare strumenti giuridici, istituzionali e sociali per contrastare queste tendenze e rilanciare forme di partecipazione, resistenza e trasformazione.
Il percorso seminariale si articola in tre sessioni di lavoro, precedute da un’introduzione che ne chiarisce il senso politico e culturale.
Legalità e spregiudicatezza legislativa
L’avvio del seminario è affidato a una riflessione ampia sulla “spregiudicatezza normativa” che caratterizza molte delle scelte legislative degli ultimi anni. L’adozione disinvolta di provvedimenti di dubbia legittimità costituzionale – spesso funzionali a logiche di propaganda più che a reali esigenze regolative – pone un problema non solo giuridico, ma di civiltà politica. Si parte da qui per ricostruire il filo rosso che, dall’epoca delle “emergenze permanenti”, attraversa la storia recente della Repubblica fino a giungere all’attuale congiuntura, segnata da un uso distorto della normazione d’urgenza e da un’espansione delle logiche punitive oltre i confini del penale. Il seminario si pone in continuità con il precedente seminario che aveva ad oggetto proprio la crisi del Parlamento, dello stato di diritto e della democrazia. La proposta di cambiamento istituzione con il cosiddetto premierato rappresenta una ulteriore minaccia. La questione della legge elettorale e il rispetto dei principi costituzionali e dei diritti dei cittadini rimane centrale. Mentre dal punto di vista dello Stato di Diritto non possono essere dimenticate questioni fondamentali come l’oramai strutturale sovraffollamento carcerario che lede i diritti fondamentali delle persone detenute, causato sia dalla spirale panpenalista che da un rifiuto sistematico sia di provvedimenti di amnistia indulto, che per l’individuazione di percorsi e luoghi alternativi di pena (vedi la proposta per le case mandamentali ispirata dal pensiero di Sandro Margara). Ed ancora la questione dei Trattamenti Sanitari Obbligatori che insieme alla nostalgia del manicomio riemergono con preoccupanti proposte all’interno delle aule parlamentari con l’obiettivo di attaccare la riforma che ha portato al numero chiuso nelle REMS, ignorando completamente le proposte alternative, come quella dell’eliminazione della non imputabilità. E poi tutte le questioni legate ai migranti: dalla detenzione amministrativa alle leggi sull’immigrazione, dal diritto alla salute nei CPR alla profilazione razziale e al razzismo istituzionale. Senza dimenticare infine i temi della giustizia sociale ed ambientale, a partire dalla crisi climatica in corso.
Il restringimento della dialettica democratica (I Sessione)
Il primo nucleo tematico affronta direttamente la questione della forma di governo e dell’equilibrio tra poteri, mettendo a tema lo svuotamento del ruolo parlamentare e l’egemonia del potere esecutivo.
Si analizzano in particolare:
- il ricorso sistematico a decreti-legge e voti di fiducia che, lungi dall’essere eccezioni, sono ormai diventati strumenti ordinari del processo legislativo;
- l’effetto di ciò sul confronto democratico e sulla possibilità della rappresentanza parlamentare di intervenire in modo effettivo nelle scelte politiche;
- l’uso distorto del diritto come arma contro il dissenso, attraverso norme ad hoc, provvedimenti emergenziali, misure preventive e strumenti amministrativi discrezionali.
La sessione si concentra anche sull’espansione delle cosiddette leggi criminogene, ovvero normative che producono più danni che soluzioni, creando nuove figure di reato, abbassando le soglie punitive o agendo in modo selettivo contro categorie già vulnerabili. Il modello viene dal proibizionismo sulle droghe e dalle leggi punitive della guerra ai consumatori.
Verranno esaminate, tra le altre le misure di controllo amministrativo urbano (come i Daspo urbani e le zone rosse), spesso applicate contro manifestanti, attivisti, senzatetto e migranti e la tendenza a “oltrepassare” il penale, agendo attraverso ordinanze sindacali e prefettizie, sanzioni, divieti, limitazioni della libertà personale che sfuggono al controllo giurisdizionale;
II sessione: Strumenti e spazi per il dissenso
La seconda sessione è dedicata alla mappatura e alla valorizzazione degli strumenti giuridici e democratici che possono ancora oggi sostenere le istanze del dissenso e del cambiamento sociale. In un contesto di chiusura crescente degli spazi democratici formali, si propone una riflessione strategica su come rilanciare un uso attivo e consapevole del diritto contro quelle che Sandro Margara chiamava le leggi ingiuste e razziste, a partire da tre assi fondamentali.
- La litigation strategy. Viene analizzato il potenziale della strategic litigation, ovvero del ricorso selettivo e mirato ai tribunali per sollevare questioni di principio, produrre sentenze “apripista” e far emergere le contraddizioni dell’ordinamento. Si discute del ruolo delle corti nazionali e sovranazionali (in particolare Corte Costituzionale, CEDU e Corte di Giustizia UE) nel difendere i diritti fondamentali, e delle possibilità di azione per reti legali e organizzazioni della società civile.
- Il referendum come strumento di democrazia diretta. Nonostante le crescenti difficoltà operative, il referendum abrogativo rappresenta ancora uno dei pochi strumenti con cui la cittadinanza può intervenire direttamente sulla produzione normativa. La sessione affronta le condizioni per il suo uso effettivo, i limiti strutturali (quorum, ammissibilità, tempi) e le strategie per superare l’ostilità istituzionale e culturale che oggi lo circonda.
- Il ruolo del monitoraggio civico e delle reti associative. Accanto agli strumenti istituzionali, cresce l’importanza del monitoraggio indipendente, condotto da associazioni e osservatori sui diritti umani. La capacità di documentare violazioni, denunciare abusi, raccogliere dati e fare pressione sulle istituzioni è oggi essenziale per rendere visibili le derive autoritarie e per creare consapevolezza pubblica.
Le forme delle resistenze. Il confronto con la società civile (III sessione)
La terza sessione del seminario è esplicitamente dedicata al confronto con le realtà associative, i movimenti sociali e le forze sindacali che in questi anni hanno mantenuto viva la critica al modello dominante, sperimentando forme di resistenza e azione collettiva.
Lo spazio è pensato come momento di ascolto e dialogo tra esperienze diverse, con particolare attenzione a:
- le mobilitazioni per la giustizia climatica, oggetto di crescenti campagne repressive e stigmatizzazione politica;
- le reti solidali e mutualistiche nate durante la pandemia o come risposta alle emergenze sociali, capaci di rinnovare la grammatica della solidarietà;
- le pratiche nonviolente e radicali di conflitto sociale, capaci di coniugare etica e azione politica;
- il ruolo delle organizzazioni sindacali e della società civile organizzata, nella difesa dei diritti, della libertà di espressione e dei beni comuni.
Questo spazio di confronto orizzontale è centrale per il senso del seminario: non basta infatti analizzare il dissenso dal punto di vista giuridico o istituzionale; occorre restituirgli una dimensione collettiva, relazionale e politica, capace di tessere alleanze tra soggetti diversi, superando frammentazioni e settorialismi.
Verso una rete più ampia: l’appuntamento autunnale a Roma
I lavori del seminario non si esauriranno a Paluzza. L’appuntamento di settembre vuole essere il primo momento di un percorso collettivo, che avrà un importante seguito pubblico in autunno a Roma, dove saranno presentati i risultati del confronto e si aprirà un dialogo con una rete più ampia di movimenti, associazioni e realtà sociali.
L’obiettivo è costruire un fronte comune a difesa del dissenso, capace di contrastare l’autoritarismo crescente, di rilanciare una cultura democratica viva e partecipata, e di sperimentare strumenti condivisi per difendere i diritti e produrre trasformazione.
Perché il dissenso non è un problema da contenere, ma una risorsa da difendere.
Programma
12 SETTEMBRE
14:00 – 15:00 Introduzione
Dirlo con Grazia: “La grande spregiudicatezza nell’inventare norme. Una spregiudicatezza che sconfina direttamente nell’illegalità”.
Franco Corleone
“Leggi razziste e ingiuste”. Gli spazi del dissenso
Giulia Melani
I sessione: Il restringimento della dialettica democratica.
15:00 – 16:00 Sterilizzazione dello spazio politico e costruzione del nemico
Alessandra Algostino
Discussant: Mauro Palma
16:00 – 16:30 Il Parlamento al servizio del Governo: tra decreti-legge e fiducie
Riccardo Magi
16:30 – 17:00 pausa caffè
17:00 – 18:00– Leggi criminogene: criminalizzazione del dissenso ed espansione dell’area della repressione oltre il penale (zone rosse, daspo)
Relazioni introduttive: Xenia Chiaramonte e Federica Borlizzi (a distanza)
Discussant: Vincenzo Scalia
18:00 -19:00 Dibattito
20:00 cena sociale al Ristorante da Otto – TIMAU
13 SETTEMBRE
MATTINA 09:00-13:00
II sessione: Strumenti e spazi per il dissenso
09:00 – 10:30 Litigation Strategy e ruolo delle Corti Interne e sovranazionali
Relazioni introduttive: Michele Passione e Sofia Ciuffoletti
Discussant: Benedetta Perego, STRALI – Strategic Litigation
11:00 – 12:30 Il referendum
Discussant: Antonella Soldo e Letizia Lo Giudice
PAUSA PRANZO 13:00 – 14:00
POMERIGGIO 14:00 – 19:00
14:00 – 15:30 Informazione e denuncia per dare spazio ai diritti
Introduzione e moderazione: Ilaria Baraldi e Bruno Mellano
Relazione: Sergio Segio (a distanza), Katia Poneti (a distanza), Alessio Scandurra – Antigone (a distanza, e Valentina Muglia – CILD (a distanza)
15:30 – 16:15 Dibattito
16:15 – 16:30 pausa caffè
16:30 – 19:00 III sessione – Le forme delle resistenze. Un confronto con associazioni, movimenti e forze sociali
Introduce e coordina: Patrizia Meringolo
Associazioni e movimenti: Movimento non violento (Mao Valpiana), Extiction Rebellion, Ultima Generazione (Giulio Giuli), The Good Lobby (Federico Anghelè, da remoto), CGIL (Denise Amerini), Vento di Sud (Giusi Furnari), ICS (Gianfranco Schiavone), Esse (Irene Bregola), Arci (Alice Eugenia Graziano), CNCA (Caterina Pozzi), Forum Droghe (Leonardo Fiorentini).
Ore 20 cena libera all’agriturismo RANDIS – Piano d’Arta
14 settembre
Giornata libera per escursioni e visita dei dintorni
IN AUTUNNO INCONTRO PUBBLICO A ROMA SUGLI ESITI DEL SEMINARIO APERTO AD UNA PIÙ AMPIA RETE DI MOVIMENTI E ATTORI
Relazione di Patrizia Meringolo di presentazione dei lavori del seminario e confronto con una rete più ampia di associazioni e movimenti

