Venerdì 8 maggio 2026, dalle ore 10 alle 13.30, presso la Sala Seminari di UnitelmaSapienza, in Piazza Sassari 4 a Roma, si terrà il seminario pubblico “Il carcere delle donne e le sue alternative. Lo stato delle ricerche”, promosso dal Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche. L’incontro sarà disponibile anche in diretta streaming.
Il seminario si svolge in occasione della pubblicazione di cinque volumi dedicati alla detenzione femminile, alla maternità in carcere, alle misure alternative e ai percorsi di ricerca e intervento con le donne detenute.
Tra questi, particolare rilievo ha Donne oltre il carcere. Percorsi di self-empowerment delle donne detenute, a cura di Micaela Castiglioni, Susanna Ronconi e Grazia Zuffa, pubblicato da Edizioni ETS nel 2025. Il volume nasce da dieci anni di ricerca e intervento nelle carceri femminili e propone un modello di formazione e “micro-pedagogia” orientato al self-empowerment delle donne detenute. Accanto alla dimensione metodologica dei laboratori, il libro sviluppa una riflessione critica sul carcere, sul lavoro educativo, sulla promozione dei diritti fondamentali e sull’impatto della differenza di genere nell’esperienza detentiva.
È un tema che attraversa da anni il lavoro de La Società della Ragione: guardare al carcere non come destino inevitabile, ma come istituzione da interrogare criticamente; riconoscere le soggettività recluse; promuovere percorsi di autonomia, responsabilità e libertà; costruire alternative alla cultura punitiva.
Nel corso dell’incontro saranno presentati e discussi anche Disciplinare la donna, disciplinare la società di Costanza Agnella; Madri e non solo, a cura di Stefano Anastasia e Tatiana Effer; CAMBIARE. Creare e Abitare Madri e Bambini Insieme nell’Accoglienza in una Rete Esterna, a cura di Cristina Chellini, Monica Esposito e Giulia Mantovani; Ad alta intensità. Parole vissute, a cura di Claudia Tognonato e Daniela Schiattone.
Ne discuteranno con curatrici, curatori, autrici e autori Ludovica Cherubini Scarafoni dell’Università di Palermo e Cecilia Valbonesi di UnitelmaSapienza. Coordina Stefano Anastasia. Le riflessioni conclusive saranno affidate a Tamar Pitch, Università di Perugia.
Un’occasione importante per fare il punto sullo stato delle ricerche e, soprattutto, per rilanciare una prospettiva: il carcere delle donne non può essere pensato come una semplice variante minore del carcere maschile. È un luogo in cui si intrecciano controllo sociale, disciplinamento di genere, maternità, stigma, vulnerabilità e desiderio di autodeterminazione. Ed è proprio da qui che occorre ripartire per costruire alternative reali alla reclusione.

