Ciò che il mondo separa tu ritornalo/ al bambino incantato/ alla casa-conchiglia che schiude/ l’ombra piccola sull’assenza del mare/ riponilo nella sua pelle di vecchio straniero/ ricordalo, fallo svanire [Francesca Matteoni, Ciò che il mondo separa]
Un anno fa, il 9 febbraio 2025, Grazia Zuffa ci ha lasciate e lasciati, a causa di un improvviso infarto che l’aveva colpita due giorni prima, in stazione a Roma, mentre era pronta per la partenza verso l’amata sede della Società della Ragione a Firenze.
Grazia è stata una femminista, un’intellettuale, una psicologa e una politica: dal 1987 al 1994, è stata Senatrice della Repubblica, prima nelle fila del PCI, poi del PDS; dal 2000 al 2005, ha insegnato psicologia delle tossicodipendenze all’Università di Firenze; ha ricoperto incarichi istituzionali importanti, come quello di membro del Comitato Regionale di Bioetica della Toscana, dal 1996 al 2000, e di membro del Comitato Nazionale di Bioetica, dal 2006. Grazia, fin dagli anni settanta, è stata attiva nel movimento delle donne e successivamente ha fondato, presieduto e animato, realtà associative che hanno svolto un’intensa attività politico culturale sulle droghe, sul carcere e sul diritto penale e sulla salute mentale, come Forum Droghe e La Società della Ragione. Grazia ha scritto numerosi articoli, saggi e libri sui molti temi che, con il suo acuto e rigoroso sguardo, ha illuminato: le questioni bioetiche, le politiche sulle droghe, la giustizia e il carcere, la salute mentale e i diritti. Ha collaborato per anni con numerose riviste di politica e teoria femminista, come Reti, Memoria e Leggendaria, ha contribuito a molte riviste e ha diretto per 10 anni “Fuoriluogo”, inserto mensile de Il manifesto. Ha scritto e curato numerosi libri, tra cui: con Maria Luisa Boccia, L’eclissi della madre (1998), I drogati e gli altri (2000), con Patrizia Meringolo, Droghe e riduzione del danno (2017), con Susanna Ronconi, Recluse (2014) e La prigione delle donne (2020) e ha curato con Franco Corleone, marito e compagno di tanta militanza, La ragione e la retorica (2004), La guerra infinita (2005), Dalla parte della ragione (2023).
Questo inventario di incarichi e di opere, seppure così significativo, appare parziale, perché, come afferma Ida Dominijanni, “noi donne […] più che accumulare e finalizzare opere e imprese spargiamo semi e dissipiamo fin troppo generosamente idee, intuizioni, desideri, progetti: un materiale assai difficile da inventariare, che deborda da qualunque tecnica di archiviazione e resiste a qualunque retorica commemorativa”.
Per provare a rendere visibile e collettivo questo materiale composito è nato il volume Una eredità luminosa. Il pensiero e l’opera di Grazia Zuffa (Edizioni Menabò, 2026). Il libro sviluppa quei primi ricordi pronunciati durante la commemorazione del 18 marzo 2025 alla Casa Internazionale delle Donne a Roma, in cui amiche, compagne e studiose ricordarono Grazia attraverso voci, memorie e analisi del suo lavoro.
Una eredità luminosa è un caleidoscopio, un insieme variopinto e multiforme di frammenti che, guardati insieme, restituiscono immagini nuove, provando a fare i conti con quel “materiale difficilmente inventariabile” di cui parla Dominijanni: idee, critiche, pratiche, cura, relazioni, visioni del mondo che Grazia ha disseminato lungo tutto il suo percorso. Attraverso contributi diversi, il volume restituisce un ritratto ricco e sfaccettato.
Il pensiero di Grazia ha continuato a parlarci anche dopo la sua scomparsa, grazie a una serie di scritti inediti, che testimoniano la vitalità e l’urgenza delle sue riflessioni, tra cui: Uomini che uccidono le donne: né mostri né matti, in Il vaso di Pandora (XXXII, 1, 2025); Donne detenute: la cultura “in” carcere, la cultura “del” carcere, in La dimensione culturale in carcere (a cura di S. Migliori, Pontecorboli, 2025); Figure della pena al femminile. Dalla donna “pericolante” alla scoperta della soggettività, in Donne oltre il carcere. Percorsi di self-empowerment delle donne detenute (a cura di M. Castiglioni, S. Ronconi, G. Zuffa, ETS, 2025); Essere donna, essere madre. Per un cambio di prospettiva della gestazione per altre/i, in Gestazione per altre persone. Legami, desideri, corpi, norme (a cura di F. Buongiorno, X. Chiaramonte, M. Galletti, Società Editrice Fiorentina, 2026); e Dipendenze e carcere, per una prospettiva etica, in Manuale di medicina penitenziaria per le dipendenze patologiche (a cura di S. Libianchi, A. Arnaudo, Publiedit, 2026). Questi testi arricchiscono il corpus del suo pensiero e confermano come la sua voce continui a interrogare le questioni più urgenti della contemporaneità.
Per mantenere vivo il dialogo con il pensiero e le pratiche che da Grazia abbiamo imparato e per trasformare il lutto in un confronto ancora vivo, La Società della Ragione ha organizzato per l’11 febbraio, presso la sede a Firenze ed in streaming su societadellaragione.it, l’evento Un anno senza Grazia, un anno con grazia: un momento per tenere attiva una comunità di pensiero, e trasformare il ricordo in impegno, la memoria in pratica condivisa.

