Questa mattina sono state consegnate alla sezione femminile del carcere fiorentino di Sollicciano quattro nuove lavatrici, donate da Dismeco srl grazie a una rete di solidarietà promossa da la Società della Ragione. La richiesta era arrivata direttamente dalle donne detenute lo scorso 14 luglio, durante “Bisogna aver visto”, la giornata nazionale di mobilitazione dell’Alleanza per l’Articolo 27. In quell’occasione era emersa con chiarezza la mancanza di strumenti essenziali per la gestione della vita quotidiana nella sezione. La Società della Ragione ha raccolto l’appello e coinvolto i rappresentanti istituzionali presenti, perché quelle parole non rimanessero senza risposta.
L’interessamento del consigliere regionale Lorenzo Falchi ha permesso di raggiungere Dismeco srl, che ha messo a disposizione i quattro elettrodomestici. Alla consegna hanno partecipato, insieme ai donatori, la presidente de la Società della Ragione Giulia Melani, il Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà Giuseppe Fanfani e il consigliere regionale Lorenzo Falchi.
«Oggi consegniamo alcune lavatrici, ma soprattutto manteniamo un impegno preso con le donne di Sollicciano», dichiara Giulia Melani. «Un bisogno elementare non può diventare, in carcere, un privilegio o una concessione. L’accesso a condizioni di vita dignitose è un diritto e riguarda la responsabilità delle istituzioni. Siamo contente che l’ascolto abbia prodotto una risposta concreta e ringraziamo Dismeco, Lorenzo Falchi e il Garante regionale per aver contribuito a renderla possibile». La consegna dimostra che una richiesta precisa può trovare soluzione quando società civile, istituzioni e imprese si assumono una responsabilità comune. Ma richiama anche una questione più ampia: in carcere la dignità non può dipendere soltanto dalla generosità di chi interviene dall’esterno.
«La solidarietà è preziosa, ma non deve sostituire l’amministrazione nella garanzia dei diritti», prosegue Melani. «Continueremo a entrare negli istituti, ad ascoltare le persone detenute e a riportare fuori le loro richieste. I piccoli risultati contano quando migliorano davvero la vita quotidiana; allo stesso tempo ci ricordano quanta strada resti da fare perché l’articolo 27 della Costituzione non rimanga una promessa».



