La lunga attesa della decisione da parte della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione sollevato dal deputato Riccardo Magi avverso la decisione del Governo di interrompere l’esame del disegno di legge sulla sicurezza già approvato dalla Camera dei deputati e in calendario al Senato con un decreto legge di identico contenuto aveva fatto sperare in una positiva decisione sulla ammissibilità. Una scelta del genere avrebbe quanto meno rappresentato un monito e avrebbe permesso un esame nel merito.
L’altra ipotesi era che il tempo di attesa fosse legato a una motivazione robusta e convincente.
Invece la lettura della motivazione è desolante e deludente. Sono frasi insultanti e raggiungono vertici di comicità quando affermano che il conflitto sarebbe dovuto essere espresso dalla maggioranza. Il ruolo dell’opposizione è così ridotto in frantumi.
Per il resto il prof. Curreri ha commentato con rigore e acume (vedi Salvatore Curreri, La capriola della Consulta: o tutta la Camera o niente, pubblicato su l’Unità del 3 dicembre 2025).
La decisione del Governo aveva il senso di poter dimostrare che poteva fare tutto senza limiti, insomma una prova di forza assoluta.
La decisione della Consulta assume il sapore che la normalizzazione è in atto. Il rischio è che nei prossimi anni si possa realizzare l’incubo della Corte Suprema di Trump.
Occorre una reazione a tempi torbidi.

