Interroga quanto accaduto sabato in centro a Modena, dove un uomo di 31 anni, nato a Bergamo da genitori stranieri e laureato, ha investito con l’auto lanciata ad alta velocità diversi pedoni, ferendo gravemente otto persone. Poi, nella fuga, ha tentato di ferire chi, con coraggio, lo ha fermato.
A tutte le vittime va la vicinanza e la solidarietà, e credo vada rimarcato il gesto dei cittadini, alcuni dei quali di origine straniera, che si sono mobilitati, hanno aiutato le Forze dell’Ordine e hanno fatto della sicurezza un bene comune.
Molto poco si sa dell’investitore. Mancano quindi elementi per un’analisi accurata. Ad oggi si tratta di un fatto che ancora non ha una motivazione chiara e quindi occorre molta cautela prima di attribuire un peso alle origini migratorie, alle tematiche connesse alle seconde generazioni, a possibili radicalizzazioni religiose, a sofferenze mentali o ad altri problemi familiari, sociali e di vita.
Come noto, i comportamenti umani sono multideterminati, connessi a una pluralità di fattori, in parte anche inconsci. Vi è un’intersezionalità dei diversi problemi, che sono complessi e indicano prudenza prima di individuare soluzioni semplicistiche. Siano esse in ambito migratorio o di salute mentale.
Serve capire prima di invocare cambiamenti della legge 180, riapertura dei manicomi e altri inutili e pericolosi provvedimenti regressivi. Al contrario, servirebbe realizzare le diverse azioni del PASM, in particolare sostenere con adeguate risorse professionali ed economiche i Dipartimenti di Salute Mentale che nel 2024, ultimo dato disponibile, hanno avuto un finanziamento di 3,8 miliardi, lievemente inferiore a quello del 2016.
Serve sostenere il sistema di welfare per poter rispondere ai diversi bisogni delle persone e delle loro famiglie, migliorando i percorsi di cura. Occorre tuttavia sapere, come dimostrano i dati internazionali, che non vi è sistema di welfare, di pubblica sicurezza o giudiziario — nemmeno con ospedali psichiatrici, centri di detenzione e carceri speciali — che metta totalmente al riparo da episodi come quello di Modena.
Serve una pacificazione sociale, serve sostenere la reciproca responsabilità nella libertà e fermare le spirali dell’odio, della violenza, dello spirito di distruzione e della guerra. Un mondo ostile, segnato da povertà, disperazione, isolamento, solitudine e abbandono, ha bisogno anche di presenze.
Serve ridurre la circolazione di armi e coltelli. Ma non basta, perché la vicenda ricorda che vanno meglio tutelati anche pedoni e ciclisti, tra i quali vi sono stati ben 128 morti da inizio anno al 15 aprile 2026.
Infine, l’investimento volontario di gruppi di passanti sconosciuti, in pieno centro, di sabato pomeriggio, ha in sé un clamore tale da interpretare anche sul piano comunicativo. Nella sua gravità assoluta chiede una donazione di senso e speranza.
È difficile da accettare, ma si tratta di fatti umani. E con Basaglia, “da vicino nessuno è normale”.
Pietro Pellegrini

