Una eredità luminosa
il pensiero e l’opera di Grazia Zuffa
Edizioni Menabò 2026
ISBN 979-12-81-176690
pag. 112
12 euro
a cura di Giulia Melani
scritti di
Stefano Anastasia
Alessandra Barberis
Maria Luisa Boccia
Stefano Canestrari
Franco Corleone
Cecilia D’Elia
Maria Grazia Giannichedda
Giulia Melani
Patrizia Meringolo
Marisa Nicchi
Tamar Pitch
Anna Pizzo
Susanna Ronconi
Monica Toraldo di Francia
introduzione di Ida Dominijanni
Le amiche e gli amici che firmano queste pagine ripercorrono quelle stagioni con la competenza e la sintonia di chi con Grazia Zuffa le ha condivise, restituendo il prisma a molte facce della sua personalità e del suo lavoro politico e intellettuale.
C’è la dirigente dell’Udi e del Pci, prima e dopo che l’impatto decisivo del femminismo modificasse radicalmente i termini della sua militanza e aprisse un terreno di conflitto permanente con il partito sul che cosa e sul come dell’azione politica.
C’è la senatrice che all’inizio degli anni Novanta, quando il sistema politico della cosiddetta Prima Repubblica crolla, apre un nuovo sentiero istituzionale e sociale e stringe nuove alleanze per portare avanti le battaglie di libertà che ritiene decisive, anche contro le incrostazioni ideologiche della sua parte politica.
C’è la fondatrice o comunque la protagonista di associazioni e testate come il Forum Droghe, La Società della Ragione, Antigone, Fuoriluogo, che anche e soprattutto grazie a lei sono diventati i laboratori accreditati di una ricerca critica e affilata, teorica e pratica, sulla politica sul consumo di droghe, sulla malattia mentale, sulla detenzione femminile e la decarcerizzazione, sulla giustizia riparativa e di comunità. C’è la consulente del Comitato Nazionale per la Bioetica, che con il suo punto di vista spiazzante affronta e reimposta questioni dilemmatiche e scottanti come la riproduzione assistita e la gestazione per altri, il suicidio e il fine vita, il disagio psico-sociale dei e delle migranti.
E c’è, non a contorno ma alla base di tutto questo, la pensatrice e la militante femminista, che dalla prospettiva della differenza sessuale decostruisce l’ordine del discorso dominante e lo riformula facendo perno sulle categorie di soggettività, relazionalità, libertà declinate nella teoria e nella pratica del femminismo italiano.

